Film 11 Settembre 1683
L'11 settembre 1683 trecentomila guerrieri chiamati da ogni angolo dell'Impero Ottomano tengono Vienna sotto assedio. Sono comandati dal Gran Visir Kara Mustafa, al quale il Sultano di Istanbul ha affidato il vessillo del Profeta: lo stendardo verde con la luna crescente dorata che la tradizione rivendica essere appartenuta al Profeta Maometto in persona. Lo scopo della loro aggressione è di issare quella bandiera su tutte le capitali d'Europa, tra le quali, in ultimo, Roma, la culla della Cristianità.
Bello. Peccato non averlo potuto vedere al cinema. "L'islam vuole il dominio del mondo" Questa frase di Marco d'Aviano è bastata a mettere in atto il boicottaggio al film, la data 11 settembre, che ricorda l'altro 11 settembre, ha fatto il resto. E' la battaglia che ha cambiato la storia d'Europa. " Voi difendete la vostra fede e le vostre tradizioni". Parole sante!!!
Alzheimer,quello che non sai.
Tratto da un libro che merita una lettura attenta e stimola
alla riflessione:
PETER WHITEHOUSE, Il mito dell’Alzheimer.
Quello che non sai sulla malattia più temuta del nostro tempo,
CAIROEDITORE, 2011, pag. 24
PETER WHITEHOUSE, Il mito dell’Alzheimer.
Quello che non sai sulla malattia più temuta del nostro tempo,
CAIROEDITORE, 2011, pag. 24
Gli
scienziati non concordano ancora su che cosa sia veramente
l’Alzheimer.
Come vedremo, si tratta di una malattia priva di una definizione
chiara; non c’è consenso unanime sul modo di differenziare con
certezza questa malattia dal normale invecchiamento, tanto che ogni
diagnosi può essere solo “possibile” o “probabile”, e ogni
singolo caso ha un decorso individuale e imprevedibile.
Le terapie attualmente disponibili non sono efficaci e quando si
parla di “cura” ci si basa sulla fede nella scienza e non su
un’analisi accurata dei dati scientifici. Una cosa però la
sappiamo: la
malattia di alzheimer è diventata un’impresa multimiliardaria e
l’etichetta di ad (=malattia di alzheimer) viene in gran parte
promossa dalle aziende farmaceutiche e da alcuni illustri accademici.
Questi e altri soggetti sfruttano da un punto di vista
imprenditoriale la rappresentazione iperbolica dell’ad per
focalizzare l’interesse sulla demenza, massimizzare il sostegno
alla ricerca e tenere in piedi l’impero clinico che è stato
costruito intorno all’alzheimer. La storia medicalizzata dell’ad
genera paura, paranoia, angoscia ed emarginazione evocando immagini
potenti, che condizionano i malati e la società. Una diagnosi di ad
può corrispondere all’emissione di una sentenza che imprigiona nel
braccio della morte intellettuale molte persone anziane che sono
ancora in buone condizioni funzionali. Nel tentativo di rimuovere dal
decadimento cognitivo quel senso di disonore che vi si associa,
utilizzando un’etichetta che potesse assolvere gli individui da
ogni colpa, abbiamo invece peggiorato l’ostracismo che i pazienti
subiscono.Le
parole che scegliamo per descrivere le malattie possono essere nocive
da un punto di vista sia personale sia sociale.
Mora Clock, uno svedese a casa mia
Il mio svedese MORA CLOCK è qui finalmente!
Acquistato in Olanda, ritirato personalmente e trasportato in Lombardia con il mio camper.
Ho fatto ricerche e ho trovato l'artigiano che ha costruito questo orologio
Urmakare i Karlshamn
Ahlqvist, Carl Hugo
Efraim 1884-1911 Urmakaremästare
Berg, Sven
Adolf 1813- Urmakare,
lärling till Nils Ekegren, erhöll egna rättigheter 1838,
student
i Lund 1844, flyttade till Västervik 1858
Ekegren, Nils
1754-1826
Ekegren,
Simon 1786-1864 Son
till Nils
Elmér Peter Gustafsson
1838-1916 Omnämns som urfabrikör i Carlshamn cirka 1865
Holmgren, Johan 1802-
Johansson, Håkan
Kewenter, M I
Knapp, Peter
-1774 Urmakare,
erhöll burskap 1749, omnämnd 1774
Lindgren, Ivar Wilhelm
Lundkranztz, Carl Hindrik
Mandelberg, Jonas
1801- Drev
egen rörelse i Carlshamn 1826-1832
Paulsson, Ernst
Rolin, Per Månsson
1810-1880 Urfabrik
i Sölvesborg, flyttade till Carlshamn 1846
Rydberg, Johan Pettersson
Schutz (Schultz), Samuel
1775-1841 Flyttade
till Carlshamn 1799, erhöll burskap 1802
Swahn, Petter 1690
Satte upp
segerverk i Carlshamns kyrka
Svensson,J
Tingdal, Johan Fredrik
Wahlgren, Sven Petter
Wulff, Olof
1712 Tillverkade nytt segerverk till kyrkan

Anche in Germania ho trovato i Mora:
http://www.antikuhr.de/katalog.php?group=mora&PHPSESSID=4569857668fc9cb1846f602da1632e33#skip2
BRETAGNA 3 le mie immagini più belle.
BRETAGNA - Francia, attraverso le mie immagini.
I bretoni vanno fieri della loro identità e tradizione e della loro lingua che discende dal gaelico. In molte province i cartelli stradali sono scritti in bretone e francese. La loro bandiera bianconera è esposta ovunque. Al concerto di un cantante bretone, mi ha colpito questa sua frase: "la Bretagne est ma patrie, tout le reste est gèographie."
La coperta da divano per il Natale scozzese
Semplice da confezionare.
Per uno spessore maggiore ho unito sovrapponendoli due plaid di pile bianchi acquistati all'Ikea.
Ho eliminato le frange.
Ho tagliato 4 strisce del tessuto scozzese larghe 10 cm. lunghe come i 4 lati.
Ho piegato il bordo col ferro da stiro, le ho imbastite sui plaid e cucite a macchina con punto n° 7.
Per uno spessore maggiore ho unito sovrapponendoli due plaid di pile bianchi acquistati all'Ikea.
Ho eliminato le frange.
Ho tagliato 4 strisce del tessuto scozzese larghe 10 cm. lunghe come i 4 lati.
Ho piegato il bordo col ferro da stiro, le ho imbastite sui plaid e cucite a macchina con punto n° 7.
STILE GUSTAVIANO
IKEA fedele allo stile svedese.
Tra il vecchio e il nuovo
arredamento in stile gustaviano
Highlander Kilt
Ho
un bellissimo ricordo del mio tour in Scozia. Negli occhi e nel
cuore sono rimaste le leggendarie Highlands percorse in camper e le
notti solitarie nel Glen Coe. I mitici Highland games a John
O Groats, la punta all'estremo nord della Scozia, dove
gruppi di ragazze partecipavano a gare di ballo al suono delle
pipes,
le cornamuse scozzesi, mentre uomini grandi e grossi si sfidavano
in tornei di giochi arcaici.
Naturalmente
in kilt!
L'indumento
che contraddistingue gli abitanti della Scozia è il famoso e
tradizionale Kilt. Questo è confezionato con il tipico tessuto a
quadri che noi chiamiamo semplicemente scozzese. Il tessuto segue
trame e intrecci multicolore e si chiama Tartan.
Quale
Tartan
Il
Tartan è il simbolo della Scozia, per questo all'estero viene
chiamato scozzese. É un tessuto che ha origini molto remote. Il
tipico disegno è ottenuto con schemi e intrecci di fili di colori
diversi che si ripetono con un ordito su un'armatura di base.
I
tessuti '''Tartan dei Clan''', che in base al disegno rappresentano
una famiglia, sono dei primi dell'ottocento.
Tradizionalmente
la scelta del Tartan si basa sull'appartenenza ai clan degli
antenati. Recentemente molti disegni nuovi sono stati introdotti in
base al luogo e alla famiglia, o agli antenati quando non sono di
origine scozzese, per esempio i tartan irlandesi che sono più legati
all'area di provenienza o alle associazioni sportive come le
squadre. L'attuale stile è stato inventato in epoca vittoriana, i
Tartan antichi, che erano tinti con erbe e fiori locali, davano delle
variazioni abbinate ai clan. Dopo la rivolta scozzese del 1745 i
kilt furono proibiti perché simbolo di appartenenza, questo atto
razzista procurò la perdita della maggior parte dei disegni Tartan
originali.
Mi
ha sempre affascinato questo indumento tipicamente scozzese,
indossato dagli Scottish men specialmente nelle grandi occasioni
ufficiali e nelle cerimonie. Sono rimasta incantata dalle giovani
coppie di sposi che posavano per la foto ricordo davanti
all'ingresso del castello di Edimburgo: lei in abito bianco lungo e
lo sposo con il kilt da cerimonia al completo.
Com'è
nato il kilt
Nelle
'''Highlands''', o terre alte, si portava un abito di lana grezza che
veniva tinto con colori vegetali, il giallo della felce, il blu del
mirtillo, il verde della ginestra ecc. In origine i motivi
appartenevano a chi lo tesseva, l'artigiano usava i suoi colori
particolari che aveva a disposizione. Si vedono in certi ritratti
antichi personaggi che indossano tartan con più di un disegno.
Con
l'introduzione delle tinte a base d'anilina si ottennero dei colori
vivaci, definiti "moderni" che permisero di fabbricare
tartan dai colori splendidi, tali da non passare inosservati da chi
li indossava sulle colline. Così vennero creati Tartan consigliati
per la caccia, meno appariscenti che sostituivano il color rosso con
il blu, il verde con il marrone.
Non
è molto lontano il tempo in cui gli abitanti delle Terre Alte erano
considerati quasi dei selvaggi, uomini forti abituati alle
intemperie, ma che hanno saputo farsi ammirare e temere quando si
presentavano fieri nelle varie battaglie indossando il loro kilt.
Durante una rivolta indiana nel 1857 fu schierata in campo la
Highland Brigade con il grido "avanti il tartan!" I
tedeschi nella prima guerra mondiale ebbero modo si conoscere la
cinquantesima Highland Division, da loro chiamata "le signore
dell'inferno".
Gli
ultimi militari che indossarono il kilt in guerra si videro nel
secondo conflitto mondiale in Francia nel 1940.
http://creativiaggi.blogspot.it/2012/09/kilt-uomini-con-le-gonne.html
http://creativiaggi.blogspot.it/2011/12/natale-2011.html
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